La Grande Punto appare ben proporzionata: con un passo di 2.510 mm e una lunghezza complessiva di 4.030 mm è la vettura più ingombrante nel segmento B. Ciò le dà dei notevoli vantaggi sia per quanto riguarda l'abitabilità che per la forma estetica, che appare più slanciata e meno limitata da vincoli dimensionali.
Il frontale, seppur dalle linee pulite, ha comunque una personalità abbastanza spiccata. Nella vista di tre quarti anteriore può essere facilmente riconosciuta la matita di Giugiaro: la forma dei gruppi ottici e quella della calandra ricordano, per quanto sia possibile, la Maserati 3200 GT, altra creazione di Italdesign.
La fiancata mette in evidenza la silhouette da coupé, con un raccordo molto morbido tra il cofano motore ed il parabrezza. Il linguaggio formale utilizza elementi moderni come la muscolosa linea di cintura e i robusti passaruota, con reminescenze della Stilo e della Ford Focus.
L'inedito specchietto retrovisore è ancorato direttamente al pannello porta, e risulta molto più bello da vedere - oltre che più efficace aerodinamicamente - rispetto a quello del modello attuale.
I gruppi ottici posteriori sono incorporati nei montanti, caratteristica comune a tutte le generazioni della Punto. Hanno una forma originale, anche se meno futuristica di quella del modello precedente, la cui bellezza quasi da gioielleria era stata tuttavia offuscata dall'aggiunta degli elementi supplementari posti sul portellone posteriore: dunque anche sotto questo aspetto è da registrare comunque un miglioramento.
In conclusione, per quanto riguarda lo stile la Grande Punto può essere considerata un successo, grazie al giusto mix tra linee curve e tese ed al look equilibrato che ogni World Car deve possedere.
L'unico dubbio che rimane riguarda il nome: speriamo che la Fiat non usi la denominazione 'Grande' sulla vettura: anche senza la nuova Punto ha le carte per dimostrare la propria grandezza...
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