Il Design - Reinterpretare la Stratos
La Lancia Stratos è tuttora una delle vetture sportive degli anni '70 che esercita il maggior fascino.
Il primo prototipo fu creato nel 1970 da Marcello Gandini, impèiegato allora presso Bertone, ed era caratterizzato da li8nee decisamente futuristiche.
Su questa base il carrozziere piemontese sviluppò la versione destinata alla produzione di serie, che fu alquanto limitata, dato che vennero costruiti appena 492 esemplari. La Stratos si aggiudicò il Campionato Mondiale Rally per tre anni consecutivi, dal 1974 al 1976.
I successi sportivi, insieme allo stile unico, fanno della Stratos la perfetta candidata per una reinterpretazione in chiave moderna di una vettura del passato.
La Fenomenon non è la prima a cimentarsi in questa sfida: già nel 2000 la Stola, azienda torinese di Engineering, presentò la S81, disegnata dallo stesso Gandini.
Confrontando i prototipi di Fenomenon e Stola emergono diversi elementi comuni: i passaruota esagerati, gli sbalzi ridottissimi, la forma delle vetrature laterali.
In ogni caso, mentre Gandini ha messo l'accento sulla compattessa dei volumi e la forma a cuneo, sottolineata nei finestrini e nella presa d'arria laterale, creando una vettura dalle superfici pulite e smussate, Fenomenon ha sviluppato il tema marcando gli aspetti più muscolari ed aggressivi della Lancia originale, come la linea di cintura marcata e le linee tese e spigolose che definiscono le intersezioni tra le varie superfici del corpo vettura. Anche i gruppi ottici appaiono ben definiti e quasi "incastonati" nella carrozzeria.
Quindi, aldilà dell'idea di base e delle proporzioni di massima, la Stratos di Fenomenon appare profondamente diversa dalla Stola S81.

L'elemento stilitico più rappresentativo è il montante centrale che taglia il parabrezza: esso fornisce gli attacchi per le portiere e, secondo Fenomenon, limita la visibilità meno di quanto potrebbero fare i normali montanti ad "A" utilizzati sulle moderne vetture.